23 novembre 2006

L'abito fa il monaco

Una torta farcita con crema di ciliegie, ricoperta con cioccolato e una rosa di marzapaneUno dei proverbi più antichi e conosciuti dice che "l'abito non fa il monaco" ma è difficile riconoscerne la validità nell'ambito della società in cui viviamo. Anche se tutti si compiacciono della libertà di potersi abbigliare come meglio credono grazie al'evolversi dei tempi, oggi l'esteriorità conta molto, forse più che in altre epoche. In tante situazioni, infatti, è necessario rendersi "presentabili" secondo certi canoni, magari non condivisi ma irrinunciabili. Ad esempio un dirigente d'azienda si presenta in ufficio e in pubblico in giacca e cravatta, una signora va a teatro indossando un elegante abito lungo e gli stessi giovani, sempre così pronti ad un'apparente trasgressione, cambiano il loro abbigliamento quando devono presentarsi ad un colloquio di lavoro. Insomma tutti, prima o poi, si rendono conto che, contrariamente a quanto si continua ad affermare, "l'abito fa il monaco" e si adeguano, anche se a malincuore, per non perdere qualche buona occasione o per non essere giudicati male.

1 commento:

Luthor71 ha detto...

Credo che rendersi presentabili, cioè gradevoli agli altri, sia anche una forma di rispetto verso le persone e l'ambiente che ti accolgono e ti ospitano. Soprattutto quando è finalizzata alla condivisione di uno scopo che ognuno di noi si prefigge di raggiungere. Da qui ad esagerare fino a starci male è un altro paio di maniche.