Pecore alla riscossa
Ci sono individui timidi e timorosi che a bordo della propria automobile si trasformano, rombano e sgommano come pazzi, suonano il clacson spazientiti o imprecano verso chiunque capiti a tiro ad ogni piccolo intralcio lungo la strada. Per esempio non sopportano chi sta fermo al semaforo davanti a loro e pretendono che si volatilizzi con uno scatto appena sta per comparire il giallo. I prepotenti di natura sfiorano addirittura il crimine, rendendosi protagonisti di alterchi che spesso salgono agli "onori" della cronaca. Sono casi limite, ma tant'è. Qual è la molla che fa scattare in loro un repentino cambio di personalità e li rende intolleranti verso il prossimo? I motivi nello specifico possono essere i più disparati ma la risposta si può riassumere così: si tratta di persone che durante la vita quotidiana si vedono costrette a reprimere emozioni e spontaneità. E così, quando sono al volante, finalmente si sentono forti perché possono "comandare" una macchina. Non vogliono più essere o sentirsi "vittime" e sfogano la rabbia e la voglia di rivalsa per illudersi di avere finalmente voce in capitolo reagendo, una volta tanto, a situazioni "create" da altri. L'invettiva contro il pedone lento ad attraversare la strada è, in realtà, quell'urlo che non riescono a lanciare sul muso della moglie petulante o del marito duro di comprendonio, mentre le corna fatte dal finestrino al conducente dell'auto "lumaca" appena sorpassata equivale alla sequela di insulti che non riescono a sfoderare nelle orecchie del rigido capufficio o del cliente rompiscatole. E così via. La conclusione, triste, è che comunque, tornando a casa continuano ad essere zerbini gonfi di rancore o andando in ufficio si ritrovano ancora ad essere pecore dall'animo avvelenato...

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